La REcyclerie, il caffè parigino con lo spirito circolare

Mobili restaurati, energia rinnovabile e compostaggio. Ecco come questo spazio multifunzionale promuove sostenibilità a 360 gradi.

Ci sono luoghi che diventano scenari di una piccola rivoluzione circolare. La REcyclerie, a Parigi, è uno tra questi.

La storia che porta a questo locale inizia nel 1950, quando la struttura era nient’altro che una stazione ferroviaria abbandonata, in cui la natura si stava riappropriando degli spazi umani. Laddove si transitava per “gare Ornano”, oggi sorge un centro alternativo, multifunzionale ed eco-sostenibile.

Ristorante, atelier, centro congressi: tutte le aree sono un’incarnazione fisica del principio delle 3 R (Ridurre, Riutilizzare, Riciclare). Le iniziative che ospitano, con vista sui binari ancora intatti, puntano a coinvolgere la comunità con corsi di formazione sull’economia circolare e il fai da te. Solo nel primo anno di attività La REcyclerie, un nome tutt’altro che casuale, ha ospitato 418 eventi, 172 laboratori, 140 conferenze e incontri seguiti da oltre 350 soci e più di 30.000 persone sui social network.

Dalla teoria alla pratica: la sostenibilità è promossa a 360 gradi in un luogo che è stato oggetto a sua volta di rigenerazione urbana. Per ridurre l’impatto, si è fatto largo a mobili restaurati e riusati. Per minimizzare gli sprechi, sono state installate solo lampadine LED. I consumi sono 7,5 volte inferiori rispetto alle lampade tradizionali e la durata è 20 volte più prolungata. Il locale parigino si rifornisce inoltre di energia elettrica rinnovabile al 100%. L’impianto di riciclaggio stesso è alimentato solo da fonte solare, eolica, idroelettrica e biogas proveniente da Ecercoop, una cooperativa i cui profitti vengono reinvestiti in energie verdi.

Anche gli oli usati finiscono in una filiera virtuosa a La REcyclerie. L’azienda Ecologic’Oil recupera tutti quelli di scarto dalla cucina e li converte in agrocombustibili come il biodiesel. Gli stessi avanzi di cibo diventano mangime per le 19 galline che scorrazzano nel cortile del locale: si evitano così inutili sprechi e si risparmia sull’acquisto di 5 kg di becchime al giorno. I fondi di caffè sono infine riusati per concimare o finiscono nella compostiera.

Facciamo un biglietto aereo: questo microcosmo di circolarità merita una visita.

– Agnese Metitieri